La sicurezza sul lavoro si evolve, abbracciando non solo i rischi fisici, ma anche quelli legati al benessere psicologico e alla dignità della persona. In questo contesto, l’integrazione del rischio molestie all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) aziendale non è più un’opzione, ma un obbligo normativo e un impegno etico fondamentale per ogni organizzazione.
La normativa di riferimento
Fino a pochi anni fa, il rischio molestie, pur riconosciuto, non aveva una trattazione esplicita e dettagliata come parte integrante del DVR. Tuttavia, l’evoluzione normativa e la crescente sensibilità verso la tutela psicofisica dei lavoratori hanno portato a chiarimenti importanti:
1. D.Lgs. 81/08 (testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro): sebbene non citi espressamente “molestie”, l’articolo 28 del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro l’obbligo di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, inclusi quelli “collegati allo stress lavoro-correlato”. Le molestie, sia sessuali che morali (mobbing), rientrano pienamente in questa categoria, rappresentando fattori di forte stress e potenziale danno alla salute psicofisica. La valutazione dei rischi deve quindi essere “globale e completa”.
2. Accordo Quadro Europeo sullo Stress Lavoro-Correlato (2004): questo accordo, recepito anche in Italia, ha evidenziato come le molestie siano una potenziale fonte di stress lavoro-correlato, rafforzando la necessità di valutarle e gestirle.
3. Legge n. 4/2021 (cd. “Codice Rosso” integrato dal D.Lgs. 145/2021): pur non essendo direttamente una normativa sulla sicurezza sul lavoro, ha rafforzato la tutela contro le violenze e le molestie, anche in ambito lavorativo, sottolineando la gravità di tali comportamenti e la necessità di prevenzione.
4. Giurisprudenza e circolari: numerose sentenze e interpretazioni ministeriali hanno consolidato l’orientamento che le molestie rientrano tra i rischi da valutare nel DVR, ponendo l’accento sulla responsabilità del datore di lavoro di garantire un ambiente di lavoro sereno e rispettoso
Perché integrare il rischio molestie nel DVR?
Integrare il rischio molestie nel DVR significa adottare un approccio proattivo e sistematico alla prevenzione. Non si tratta solo di adempiere a un obbligo, ma di costruire un ambiente di lavoro più sano e produttivo. Questo implica:
• Identificazione dei fattori di rischio: analizzare contesti e dinamiche aziendali che potrebbero favorire comportamenti molesti (es. squilibri di potere, carichi di lavoro eccessivi, comunicazione inefficace, cultura aziendale permissiva).
• Valutazione del livello di rischio: determinare la probabilità che tali eventi si verifichino e la gravità del potenziale danno.
• Adozione di misure preventive e protettive:
◦ Formazione e informazione: sensibilizzare i lavoratori sui concetti di molestia, sulle procedure da seguire e sulle conseguenze.
◦ Codici di condotta: implementare o rafforzare politiche aziendali chiare contro le molestie.
◦ Canali di segnalazione: istituire percorsi sicuri, riservati ed efficaci per segnalare comportamenti molesti, garantendo protezione ai segnalanti.
◦ Supporto psicologico: prevedere supporto per le vittime.
◦ Clima aziendale: promuovere una cultura di rispetto, inclusione e tolleranza zero verso ogni forma di discriminazione e molestia.
• Monitoraggio e aggiornamento: il DVR è un documento dinamico. È fondamentale monitorare l’efficacia delle misure adottate e aggiornare la valutazione periodicamente, o in seguito a eventi specifici.